Le nebbie incombenti della sera prima

d’improvviso calarono velando la ragione,

che si smarrì.

Come una aspra ciurma,

dappertutto sofferenti affetti debordando,

sentimenti gonfiarono incontrollati il petto e gli occhi.

Perentorio fu l’esclamativo al primo accenno,

d’un violento spasimo in risposta,

a te che mi attraversavi per casuale intuito.

E fu duello.

Di sciabola e fioretto negli scomposti accenti,

parole incrociarono parole  più e più volte amare.

A sentimenti ormai esangui,

lieve una melodia ridonò vigore.

E il vento trovò casa nel vento,

nuvole basse squarciando al primo orizzonte,

diradando le nebbie.

E furono zefiri,

lievi come carezze.

E furono maestrali,

impetuosi come desideri mai espressi.

Abbracciati in un Arcobaleno,

un’unica eco fummo al cielo,

le nostre anime un unico nodo,

infine fummo Sogno.

E’ l’Alba.