Le nebbie incombenti della sera prima
d’improvviso calarono velando la ragione,
che si smarrì.
Come una aspra ciurma,
dappertutto sofferenti affetti debordando,
sentimenti gonfiarono incontrollati il petto e gli occhi.
Perentorio fu l’esclamativo al primo accenno,
d’un violento spasimo in risposta,
a te che mi attraversavi per casuale intuito.
E fu duello.
Di sciabola e fioretto negli scomposti accenti,
parole incrociarono parole più e più volte amare.
A sentimenti ormai esangui,
lieve una melodia ridonò vigore.
E il vento trovò casa nel vento,
nuvole basse squarciando al primo orizzonte,
diradando le nebbie.
E furono zefiri,
lievi come carezze.
E furono maestrali,
impetuosi come desideri mai espressi.
Abbracciati in un Arcobaleno,
un’unica eco fummo al cielo,
le nostre anime un unico nodo,
infine fummo Sogno.
E’ l’Alba.

nov 28, 2010 @ 11:57:04
Dolce ed amara da leggere, come lo zucchero caramellato quando arriva alle papille gustative…