Nel bel mezzo della scoscesa china che insospettatamente mi conduce verso il giudizio della Divinità; partecipando una notte della Luce inconversevole delle intelligenze angeliche che da sempre avverto incombenti su di me, che, sebbene trattenuto ancora qui col mio corpo greve e sempre più corrotto, tuttavia mi sento testimone di un piccolo miracolo, un raggio di quella possente Luce sembra far capolino tra le tenebre ed una nuda verità richiude le sue ali su di me: L’Amore è cieco, sordo e muto. L’Amore non si sceglie, siamo noi a essere scelti dall’Amore. L’Amore è inaspettato, inopportuno, destabilizzante. Non vorremmo mai amare, eppure il ricordo di chi ci ha amato ci accompagnerà per sempre. L’Amore è un’irrealizzabile utopia, è fonte di sofferenza e pena. Nulla possiamo; l’unica salvezza è abbandonarsi alle emozioni che suscita in noi. A qualunque costo.
