………………rieccomi nuovamente alla deriva, sperduto sotto il sole di agosto come sono solito trovarmi ogni anno. La risacca ammutolisce il mare e fa risuonare la mia solitudine. L’acqua fa capolino tra gli interstizi dei tronchi di questa misera zattera e lo straccio issato a mo’ di vela rivela tutta l’insufficienza di questa esistenza. La mano affondata, di tanto in tanto si chiude con l’illusione di stringere qualcosa: sento un refolo leggero passare tra i capelli e mi illudo che sia una carezza.
