Ontario, regione dei grandi laghi, Canada…….

Il vento della scorsa notte  ancora fa sentire il suo lamento tra le cime degli alberi……il freddo del primo mattino punge le mie narici. Un pallido sole se ne resta al calduccio tra le nuvole, quasi svogliato; mi scrollo di dosso la brina che imperla il mio mantello ed il respiro si confonde con l’aria sempre più greve. Dapprima volgo lo sguardo intorno……scruto, ritto sulle zampe e con il capo proteso in avanti…….poi chiudo gli occhi…….frugo tra gli odori della foresta alla ricerca di un indizio che mi riveli il sentiero da seguire.

 Poi, per istinto naturale, chiamo……..e la mia voce insegue la mia voce; per un breve attimo resto in ascolto…… .Dapprima con passo incerto, avanzo al richiamo dell’infinito biancore che mi avvolge; i sensi tesi all’unisono alimentano costantemente i pensieri. Ora l’andatura si fa più decisa. Giunto sulla linea del sentiero, lì dove solo l’istinto può decidere la futura direzione da seguire, per un attimo mi fermo; lo sguardo si volge alla tana ancora calda di noi……..un lamento delicato si fa strada nella gola e si disperde nell’aria circostante. Sono le mie coordinate. Attendo pochi attimi prima di proseguire, e quando ormai la mia corsa riprende, odo il tuo messaggio tra il ruvido sibilare degli elementi………un nuovo vigore è impresso alle membra.

Veloce, descrivo improbabili traiettorie sul bianco tappeto che procede a perdita d’occhio…………..le impronte lasciate, unici indizi certi, sono come i miei pensieri lasciati al tempo………aspettano la prossima nevicata. Di tanto in tanto, l’andatura si fa più lenta, quasi come se cercassi il punto dove fermarmi, dove riposare…….dove rivolgere la mia preghiera al Cielo…….sì, al Cielo………perchè anche i lupi hanno un Cielo; e se quello di oggi appena traspare tra i veli densi delle nubi, tuttavia pure scorgo la sua immensità, e nel paragonare questa a quella dell’anima……trovo conforto alla mia condizione: nel mio cieco vagare è come la fiammella di una candela……..ed io prego che il suo bagliore non svanisca come il mio sogno quando l’alba bussa alle porte. Echi lontani mi rivelano all’improvviso altre presenze……..ma tra essi io non riconosco quelli a me più cari; intanto, la fame cresce e la mia libertà è il solo alimento con il quale lenisco ogni dolore. Chissà dove sarai……………. .

Sono stanco. Le prime ombre del pomeriggio mi sorprendono ansimante tra le conifere imbiancate. Mi fermo e comincio a girare in tondo; il silenzio mi avvolge. E’ terribile il silenzio quando più nulla si frappone tra i tuoi sensi e la realtà circostante………d’improvviso, sensazioni che parevano ormai dimenticate si riaffacciano alla mente……….si………….sono solo. Risalgo a  capo chino, sotto il peso della mia ansia, le pendici di una piccola altura……….qui giunto, il mio dolore si fa come la lava che erutta dal vulcano……….ed un ululato straziante riecheggia intorno. Le prime stelle intanto si affacciano e paiono compassionevoli nell’aria improvvisamente tersa della sera………..quasi a farmi compagnia………a ricordarmi che sono parte anch’io di questo mondo…………che anche io incontrerò, un giorno, tra le tante, la mia stella, splendente come quelle del Gran Carro; allora, una preghiera dapprima flebile e timida, fragorosamente si fa largo nel cuore come le maree: ”Stella, oh fedele Stella, quando ti deciderai a darmi un appuntamento meno effimero, lontano da tutto, nella tua  regione di perenne certezza?”.