Tra le lettere…

la vecchia soffitta di Mario Poggi

Sono in soffitta…a riordinare i miei pensieri…le giornate con te, non terminano mai…quando separati dall’andare del tempo…percepisco la tua stanchezza…i tuoi occhi chiusi poggiati con il capo sul divano… il ronzio dei toni sommessi della tv che fanno compagnia…anche ora il mio giorno vissuto con te non è al termine….resti in me, con i tuoi occhi di verde muschiato…il tuo sorriso di bimbo mai cresciuto…i toni baritonali dei tuoi”devi sapere…”

mentre Morfeo…ti abbraccia tra nenie incantatrici…io sono qui…davanti la scrivania…quella di tuo padre…che seppure è in soffitta…non lo è perchè considerata uno oggetto di scarto…ma perchè è il nostro pensatoio…il luogo dove noi ci nascondiamo agli occhi del mondo per respirarci…le pietre di Gallinaro, ricordi?…il tuo accendino…i nostri libri…la nostra colonna sonora…ogni giorno dentro di me…mio lupo di mare….

Frugo tra i mille presenti che ci siamo donati…le dita sfiorano senza sgualcire…nei cassetti, ho le tue lettere…legate dal nastro di sorrisi e di lacrime versate…una volta si scriveva rigorosamente a mano…la tua calligrafia sottile e decisa è ancora qui davanti a me…quante lettere scritte…parole lanciate tra di noi…per segnarci…per segnare…per non lasciare mai l’altro senza un significato…sorrido mentre penso che le persone ritengono la quotidianeità un lento veleno…tra noi innamorati dell’anima, tutto rinasce… nulla è sopito nel banchetto del tempo…

 APRIRE LE BRACCIA

Aprire le braccia,

sentire il bisogno di cingerti;

Legare al molo del tuo porto

pensieri sparsi al vento;

Non udire altro richiamo che il tuo

nel greve turbinio della tormenta;

Nascondo il mio tesoro tra il cielo e la terra,

e se l’ansia stringe il petto in una morsa,

e se un veleno mi tortura per indurmi a piegare le ginocchia,

un’immagine si staglia chiara nella mia anima,

una mano solca tenera il cuore,

sguardi accesi leniscono ogni male,

avverto che la mia pace si avvicina.

Mi abbandono a te.

IN UN GIORNO…

In un giorno vestito di pioggia,

camminai al tuo fianco;

parole mai dette fluirono improvvise,

rincorrendo gesti inconsapevoli;

i miei pensieri cercarono i tuoi.

I nostri passi tra le strade del tempo,

si raccontarono di noi;

nell’unico orizzonte che si aperse,

i nostri sguardi dapprima sparsi

ci riconobbero, si riconobbero.

L’ATTESA

Attendo.

Il mio sguardo sdraiato sui tuoi fianchi;

Ascolto.

Il mio respiro si fa lento al tuo;

Attendi.

Le tue mani su di me;

Ascolti.

La tua anima adagiata ai miei pensieri;

Sciolgo i veli alle belle forme,

Odo il dischiudersi delle tue labbra;

Dissolvi il tempo intorno a me.

  

NELLA STANZA BUIA…

Stanza buia, caligini del tempo alle pareti;

Tela muta in attesa, colori impazienti;

Mani gelide, sensi accesi:

Consumo il mio tempo nel tempo che scorre;

Scorre come il sangue, per fiotti inconsapevoli;

Unico argine la mia coscienza.

 

 

LA DEA DELL’AMORE

 

La dea dell’Amore è in te,

racchiusa nella tua bocca;

La lava del vulcano è in me,

racchiusa nelle mie viscere;

Il mio fuoco si precipita nel tuo,

le lingue della fiamma in movimento,

come spire di un’idra si penetrano,

si perdono nell’immenso.

Ed io di quell’immenso mi nutro,

ed il mio sangue rigenero;

il mio sangue nella tua gola,

come un fiume rovente a valle,

per placarsi  di questo fuggente attimo,

dove ritrovo una caduca quiete. 

 

 

 

 

 

 

 

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